Trovare lavoro all’estero – A. Forchielli

lavoro.esteroTrova lavoro subito – Alberto Forchielli – Sperling&Kupfer

Aumentano i giovani che, stanchi di cercare lavoro in Italia, guardano all’estero come unica soluzione per costruirsi un futuro. Ma come decidere al meglio? Come fare per cercare e, soprattutto ottenere, l’occupazione più idonea alle competenze di ciascuno? Su quale Paese puntare? Quali errori non si devono commettere? E, preventivamente, se si è genitori di figli ancora ragazzi, come aiutarli a scegliere un percorso di studi adeguato ai lavori più ricercati nel mondo? Infine, che cosa si deve sapere per non commettere errori o per non crearsi false illusioni?

A questi e ad altri quesiti risponde un libro, Trova lavoro subito (Sperling &Kupfer), firmato da Alberto Forchielli, MBA with Honors a Harvard e partner fondatore di Mandarin Capital Partners, esperto di mobilità internazionale e ricollocazione professionale.

L’autore, con Stefano Carpigiani startupper seriale e con grande esperienza nel campo delle risorse umane, ha realizzato un manuale mirato a preparare, nel modo migliore, la strada da percorrere per lavorare all’estero. Un concentrato di indicazioni, suggerimenti e consigli rivolti a ragazzi giovani e meno giovani, completo di dati, informazioni arricchite da esempi concreti. Il libro è ordinato in capitoli: dai corsi di studi più appropriati, alle dieci cose da sapere assolutamente prima di prendere una decisione, a quali sono i lavori più ricercati nel mondo o gli Stati più attraenti per espatriare. Che cosa fare prima di partire, come scegliere il Paese dove andare, come individuare con precisione le proprie competenze e motivazioni, come individuare i canali che offrono le migliori opportunità, o come compilare il miglior curriculum possibile e affrontare l’intervista con il potenziale datore di lavoro. Un libro utile, infine, anche a quei genitori che vogliano, insieme ai figli, pianificare fin dagli anni della formazione, la possibilità d’intraprendere una carriera all’estero.

Alberto Forchielli, i giovani che cercano lavoro all’estero aumentano ogni anno. Quali sono i Paesi dove preferiscono andare e perché?
“Bisogna innanzitutto sottolineare che c’è un’enorme differenza tra dove “preferiscono” andare e dove, invece, si trovano ad andare realmente. Le mete maggiormente sognate dagli italiani sono Inghilterra, Australia e Stati Uniti. I motivi sono da ricondursi principalmente al soft power, americano in primis ma anglosassone in generale, nonché il fatto che si parli inglese e che siano economie e società percepite come estremamente simili a quella italiana. Poi, alla prova dei fatti, la stragrande maggioranza dei giovani finisce per andare in Europa perché non ci sono problemi con i visti, sono geograficamente vicini, le problematiche di relocation sono decisamente ridotte e, anche da parte delle aziende, l’ingresso di un lavoratore comunitario sta ormai diventando parte del lavoro quotidiano. Ecco perché non deve meravigliare che l’Inghilterra continui a far la parte del leone nell’emigrazione italiana, soprattutto giovanile. Accanto a questo grande filone di emigrazione consapevole e programmata, c’è poi un altro grande filone di giovani, ma non solo, che tenta la fortuna all’estero, appoggiandosi principalmente a conoscenti, parenti, emigrati di prima generazione e così via. Generalmente questa emigrazione prevede come modalità operativa che prima ci si muova fisicamente e solo successivamente si inizi a cercare lavoro. Qui la parte del leone la fanno Germania in primis, seguono Argentina e Brasile. Infine, non bisogna dimenticare il sogno della Svizzera vista come uno Stato ad alta retribuzione, bassa tassazione, grande libertà e di lingua italiana. Al di là della questione del visto di lavoro, al di là del fatto che nella gran parte della Svizzera si parla tedesco e, al di là del fatto che solo determinate professioni sono ricercate, è importante rimarcare che viste le dimensioni non può essere una soluzione per tutti”.

Quando la decisione è presa, come muovere i primi passi?
“Una volta presa la decisione la prima cosa da fare è ripensarci bene e a fondo. In Italia non c’è e non ci sarà per generazioni lavoro per tutti, ma questo non comporta come effetto diretto che la soluzione sia quella di andarsene all’estero. Il punto sta sempre nel trovare il giusto bilanciamento tra affetti, lavoro, società, possibilità reali. Questo bilanciamento è decisamente personale e, quindi, non esistono ricette universali. Nei cambiamenti della nostra vita, come i trasferimenti e i cambi di lavoro, (e nel caso di un lavoro all’estero, entrambi i fattori vengono presi in considerazione), uno degli errori più grandi è quello di non cambiare il modo di usare il tempo e il modo in cui ci rapportiamo a ciò che ci circonda. Detto questo, la prima cosa da fare è informarsi. Prima di partire o comunque iniziare a fare una ricerca di lavoro all’estero, bisogna essere informati almeno riguardo: salari medi, riconoscimento o meno dei titoli di studio e delle abilitazioni, il costo della vita, il servizio sanitario locale, la necessità dei visti e la lingua che si parla sia ufficialmente, che nel mondo del lavoro. Per intenderci, in Italia si parla quasi esclusivamente italiano, in Olanda pur essendo l’olandese la lingua ufficiale si parla regolarmente inglese. In ultimo, prima di partire operativamente con la ricerca di lavoro bisogna anche informarsi un minimo sulla società e sullo Stato in cui si sta pensando di emigrare. Perché sarebbe decisamente sconveniente trovare un lavoro negli Emirati Arabi e poi scoprire che non si può portare la propria anima gemella perché la convivenza di coppie non sposate è vietata per legge”.

Errori da evitare e passi indispensabili da fare…
“Innanzitutto mettere a posto il curriculum, controllare la propria “digital identity” (per evitare di avere scomodi scheletri nell’armadio facilmente accessibili e visibili) e poi capire quali sono le professioni per cui si è idonei o si hanno le competenze adeguate, in modo da poter definire correttamente il “job title” da andare a cercare. A questo punto si apre sostanzialmente un bivio che porta su due sentieri diversi. Nel caso in cui la propria professionalità sia manuale o comunque di tipo artigianale/operativa è molto importante analizzare anticipatamente luoghi/città/aree prima di contattare aziende e società di recruiting/staffing locali perché, alla fin fine, per ottenere lavoro vi verrà richiesto comunque di muovervi e di presentarvi fisicamente. Nel caso, invece, in cui si tratti maggiormente di attività impiegatizie, manageriali ed in genere tutte quelle attività che hanno maggiori potenzialità retributive, è importante completare il proprio profilo in alcuni dei network professionali più importanti (linkedin per il mondo anglosassione, viadeo per quello francese e Xing per la Germania tanto per dirne alcuni) e poi iniziare una scrupolosa ricerca online delle offerte di lavoro stando ben attenti a non incappare in offerte o siti civetta. La regola in questi casi è quella di candidarsi solo per le posizioni lavorative aperte che siano perfettamente idonee alle proprie competenze, mai cadere nella trappola del “beh, intanto mi candido, poi saranno loro a decidere se vado bene o no””.

Repubblica.it

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